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Arrivare a Manciano

ImageDal nord Milano e Svizzera Seguendo l’ itinerario tirrenico si prende la A1 fino a Parma, dove immettersi sull’ A15 per La Spezia superando il passo della Cisa, da La Spezia proseguire sull'A12 Genova-Livorno seguire l'autostrada fino a Rosignano per immettersi sulla SS.1 Aurelia in direzione Grosseto, da qui uscire a Roselle e prendere l'indicazione Scansano a circa 30 Km., quindi procedere per Manciano, in alternativa al bivio di Montemerano girare a sinistra e percorrere gli ultimi 6 Km. fino a Saturnia, da dove giungere a Manciano. Seguendo l’ itinerario appenninico: immettersi sull'A1 fino a Firenze ed uscire a Firenze Certosa per Siena sulla superstrada Autopalio, da Siena proseguire  per Grosseto, da qui uscire a Roselle prendere l'indicazione Scansano a circa 30 Km., quindi procedere per Manciano, in alternativa al bivio di Montemerano girare a sinistra e percorrere gli ultimi 6 Km. fino a Saturnia, da dove giungere a Manciano.

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Manciano "Cuore della Maremma"

ImageDa secoli Manciano si erge arroccato su un colle che domina le sfumature di verdi intensi dei campi solcati dalle geometrie ocra degli aratri e pastellati da colori di vecchi casolari, ondulati da colline che limitano boschi arcaici pieni di storie perse ne tempo. Ci si arriva attraverso colori di macchiaioli che la natura ha dipinto nella suggestione della Maremma tra la costa etrusca affacciata sull’ intensità del Tirreno e quella dei tufi che si innalzano ripidi, rifugio di antenati nella notte dei tempi prima di civiltà antiche e poi borghi che da lassù si difendevano da scorribande medioevali. Qui le suggestioni della natura si sono generosamente offerte a quelle dell’ uomo che l’ ha modellata con i suoi campi fin dall’ alba dell’ agricoltura che ha generato la storia, testimoniando il suo corso millenario come un libro che si apre con le grotte scavate nel tufo e continua con i resti di villaggi e necropoli, poi castelli, chiese e paesi che nell’ incertezza delle albe e dei tramonti sembrano sospesi tra il cielo e la terra.

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Da Manciano al mare

ImageDa Manciano si raggiunge la splendida costa maremmanacon un breve percorso automobilistico passando per a Albinia e da qui fino all’ argentario, ma si può seguire un itinerario più lungo nell’ interno per visitarne i centri più importanti passando per Saturnia e procedendo per Montemerano, da qui al bivio girare a destra in direzione ScansanoMarsiliana, immettendosi sulla SS.74 Maremmana, fino ad Albinia.

Da qui seguire indicazioni per Porto S.Stefano, attraversando il Tombolo della Giannella, lungo il mare, dove sorgono numerose strutture turistiche balneari, quindi la splendida costiera per Porto Santo Stefano, nel cui porto ci si può imbarcare per l' Isola del Giglioche si raggiunge in meno di un'ora oppure effettuare escursioni nel magnifico arcipelago toscano /

ImagePer effettuare il giro dell' Argentario tra panorami indimenticabili, si può prende la panoramica fino a Porto Ercole, da dove salire sullo splendido promontorio al convento dei Passionisti immerso nel fitto bosco e dl quale si gode del suggestivo paesaggio fino al mare. Dall’ Argentario si può ridiscendere a Cala Galera e in breve si è a Orbetello sull’ omonima laguna, che fu capoluogo dello Stato dei Presidi Spagnolo di cui conserva l’ antica struttura urbanistica magnifiche testimonianze architettoniche. Da Orbetello si può svoltare sull'Aurelia verso Roma e dopo circa cinque chilometri uscire ad Ansedonia, per visitare i siti archeologici di Cosa e la Tagliata Etrusca,, per poi tornare ad Orbetello e proseguire sull’ Aurelia verso Grosseto ed uscire dopo un paio di chilometri sulla destra per Marsiliana e da qui tornare a Manciano.

 
Una storia millenaria

Manciano “Una storia millenaria”

Image Sulla via Aurelia tra Grosseto e Orbetello, all’ altezza di Albinia una diramazione verso l’ interno indica la via per Manciano, il cui territorio si rivela ricco di storia con i ruderi del castello Stachilagi, poderosa rocca medioevale disputata tra le potenti famiglie dei Baschi di Orvieto gli Aldobrandeschi, poi più pacificamente acquistata da Siena all’ inizio del XV secolo. Poco oltre le altre rovine medioevali del convento benedettino che dominava i suggestivi paesaggi della zona popolata fin dalla preistoria e fiorita con gli Etruschi, come testimoniano i siti di Poggio Buco , anticamente noto come Statonia ,Marsiliana, dove fu rinvenuta una tavoletta in avorio incisa scritte in greco-calcidese.

ImagePiù nell’ interno si trovano i siti di verso Magliano, , e . è un suggestivo borgo medioevale edificato attorno ad un castello su un colle che domina parte della valle del , citato per la prima volta da un contratto di vendita del marchese Lamberto Aldobrandeschi del 973, quindi un documento del Papa Clemente III nel 1118 sulla vicina chiesa di . Il paese sorse all’ inizio del XIII secolo ed entrò nei domini dei conti che edificarono la Rocca, poi in parte ricostruita dai senesi nel XIV secolo, cingendo il paese da poderose mura con tre porte e due torri cilindriche.

ImageNell’ antico centro urbano medioevale le stradine arrampicano suggestivamente fino alla rocca e il suo castello merlato che ospita il e il museo di storia e protostoria della valle del Fiora. Nel XIV secolo stese il suo dominio sul territorio degli Aldobrandeschi in Maremma, mentre Manciano fu preso dalla potente famiglia romana degli , che aveva preso il dominio della vicina dopo una contesa con Orvieto, ceduto a Siena nel 1410, fu ripreso nel 1416, ma sempre egemonizzato dai senesi. Nel 1555 la Repubblica Senese capitolò contro Firenze e i suoi territori divennero dominio della potente signoria dei , compreso Manciano che fece parte della Podesteria medicea assieme a e . Il , con la fine della dinastia dei Medici, passò alla famiglia dei che risollevarono il territorio e l’ economia della Maremma con grandi riforme e opere di bonifica e Manciano nel XIX secolo divenne un importante centro agricolo e commerciale.

ImageCittadini mancianesi parteciparono al italiano e dopo, i grandi problemi sociali si manifestarono subito nella Maremma grossetana.Le gravi condizioni economiche avevano portato ad un drammatico impoverimento e a fenomeni sociali come il che, nella Maremma meridionale aveva assunto proporzioni notevoli, ma per la loro attività contro i grandi proprietari alcuni di questi briganti divennero veri eroi , come , le cui “gesta” sono ancora ricordate nella tradizione popolare.

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